21/01/2012

Simona Di Dio - Prefazione dell'Opera "La muta farfalla"

martedì, 14 agosto 2007


Appunti intorno alla poesia di Simona Di Dio


Questa collana di poesia contemporanea, che ospita la poetessa

Simona Di Dio ed importanti poeti italiani e stranieri, rappresenta,

a giudizio di autorevoli critici letterari, di enti e di istituzioni culturali,

un punto fermo nel panorama poetico italiano.


Gli Autori che vi sono ospitati sono frutto di una attenta selezione editoriale

operata sempre nell’ottica del confronto dialettico e della crescita.

All’alba di un nuovo millennio, mentre stendiamo il velo dell’abbandono

su un secolo di caos politico e sociale, in cui la poesia ha sviluppato

un percorso complesso e contraddittorio, ma sempre in linea col progresso,

ci si aspetta, da ogni poeta, un forte impegno umano e civile, tale da lasciare

una traccia significativa nella letteratura contemporanea.

Questa collezione, che costituisce uno splendido mosaico umanistico,

rappresenta la tramatura ideale per raggiungere gli obiettivi di civiltà

e di libertà propri di ogni singolo componimento poetico.

La poesia ha bisogno, nei suoi limiti etici ed estetici, di comunicare

con gli altri, di parlare alla gente, per questo deve uscire dalle accademie,

dalle aristocrazie letterarie, dalle velleità mondane, per recuperare

quella identità forte che da sempre costituisce l’esempio più dignitoso

e più alto di qualsiasi altra forma espressiva dell’arte.



Libroitaliano

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17/01/2012

Simona Di Dio - Prefazione dell'Opera "Oscuro ma vivo"

venerdì, 10 agosto 2007

  
“L’accortezza del poeta riguarda la forma, l’argomento glielo offre,

fin troppo generosamente, il mondo, il contenuto scaturisce spontaneamente

dalla pienezza del suo io interiore…” (da una massima di Goethe).

Nella lettura di questi testi poetici di Simona Di Dio, si entra in punta di piedi,

in silenzio come accade quando aprendo la porta di una chiesa ci accoglie

il silenzio delle sue navate, il profumo degli incensi aggrappati alle pareti

e i legni ricchi di genuflessioni.

Quindi, nasce spontaneo questo senso di pudore che invita alla riflessione.

La sua poetica intimista ma diretta ai significati estremi nati da un vissuto

che si fa palese, ma che non invade il territorio altrui perché resta ancorato

alle sue esperienze: simili, possibili, mai imposte al suo fruitore.

Esse vengono offerte come dono di un’anima sensibile, 

provata dalle vicissitudini quotidiane, ma mai arresa o pavida.

Ecco la bellezza di questa poesia che a volte sfiora il canto della preghiera

ma, non affonda nel misticismo fine a se stesso.

Il malessere che a volte serpeggia in alcuni testi che traggono

l’input dal quotidiano: vedi “Povera Israele” sono la presa di coscienza

del poeta che esprime il suo pensiero come arma di difesa alla realtà storica.

L’angoscia che latente troviamo, tradotta in richieste d’aiuto ad Angeli

benevoli e soccorritori, ci richiamano alla memoria i Salmi della fede

e forse è proprio nella fede che la poetessa trova la forza per risollevarsi

dalle prove di un destino personale al quale non vuole cedere,

ma oggettivamente superare per sentirsi libera d’amare

e vivere il suo sogno poetico.

Tra tutti gli amori di cui canta in questa raccolta, quello alla madre

si presenta con i contorni di un ritorno al calore materno che conforta

ed è foriero di fiducia ritrovata nell’ordine che orienta verso fini superiori,

non costruiti né scelti da sé stessi, perché vive l’esperienza

della “protezione” data dalla fede.

Molte di queste poesie sono dedicate all’amore sia carnale che spirituale,

espresse con genuina semplicità, frutto di una maturata e sofferta realtà

di cui la poetessa è cosciente avendo fatto proprio

il valore positivo dell’esperienza.

Passione e sincerità sono i pregi di questo libro “originale” che si legge

con attenzione e prudenza perché quando un’anima sceglie

di esprimersi in versi è un dono da accogliere con amore.


Maria Organtini

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