18/02/2012

Conoscere: Intervista a Simona Di Dio di M. Colla

 

 

 

 

 

 

 

Cultura 

 

 intervista a simona di dio di m. colla

 

 

 

 

 

 

Quando s’ispira alla poesia?

Dice Simona Di Dio, “Soprattutto di notte, la poesia è una ricerca continua
del nostro io ed il se.

Mai separare l’assoluto, non si può scindere ciò che ci appartiene.

Così è la lirica, non si può dare una catalogazione dell’onirico quando il sogno
si fa sempre più vivo.

Morfeo già conosceva quest’angelo astuto che ci soggioga.

La ragione della mia ispirazione, che scaturisce soprattutto la notte,
è nel momento del dolore, la si ascolta di più del solito
e non si può fare diversamente.

Bisogna scrivere subito altrimenti si rischia di entrare in una patologia
e l’unica cura efficace all’ispirazione è scrivere quello che ci suggerisce
spontaneamente il nostro sentire”.

Da cosa nasce questo titolo?

“Senso Lirico, lo dice la parola stessa: il senso, un’unione di pensieri onirici
che trovano strettamente il senso del dire, di raccontare un cantico
che scaturisce nella liricità della poesia per trovare il verso, il sentire,
l’appartenenza, il tutto, a legare un vocio eterno di beatitudine.

L’amore, come il dolore: infine la morte che conclude un cammino terreno
che a mio avviso è un necessario alterego all’esistenza”.

Cosa hai voluto dirci con quest’opera?

“Ho voluto dire tutto: o forse niente, dipende dalla visione che ognuno coglie.

Io credo che il cambiamento, soprattutto la morte,
spaventi molto l’essere umano, da sempre questo volto scuro fa paura!
Me compresa.

Quest’opera mi è servita ad esorcizzare dei lutti recenti, dai distacchi
e dagli adii, in tutto quello che poi ci porta ad una profonda riflessione
inconscia che la poesia possiede: il senso della vita, il senso della morte!
Un legame crudele ma necessario”.

La tua poesia a cosa s’ispira?

“La mia poesia è intimista, fugatrice di universi possibili, è più che un’ispirazione,
la considero come un messaggio divino, un emoderivato della mia coscienza
ed anima più oscura: che a volte può fare miracoli.

Non sono i miracoli delle chiese, ma sono miracoli leggibili,
perché conoscono il segreto possibile di una rinascita salvifica
del proprio essere, d’altro canto questa messaggera nei risvegli
lascia strascichi di deliri intellettivi e religiosi, di cui si discolpa la coscienza
dinamica dell’uomo che fruisce per dare un senso allavita,
offrendo ad ognuno di noi la possibilità di scoprirne la propria bellezza.

Così è iniziata la mia poetica che trova un’illuminazione mistica, trascendente.

Ed ecco che la gabbia degl’angeli si apre liberando il canto dell’anima
e della poesia, mostrandomi nuovi conventi d’amore,
d’altronde sono la figlia legittima di Dio...”

Vi do un’anticipazione di alcuni titoli delle mie prossime opere e più precisamente:

Oltre il canto che vivo / Sospesa, in terra in cielo in ogni luogo /
Aria da camera/ Il silenzio mi osa /Aforismi e metafore di canto /
 
Rosso scarlatto. (Intervista di M. Colla)

14:57 Scritto da: isolanasoul in archivi premi e interviste | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | |  del.icio.us | | Digg! Digg | OKNOtizie | |  Facebook |  Stampa | |

I commenti sono chiusi